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Rear WindowIl film ideale per una serata estiva in città..

Visto da Truffaut come l’ideale rappresentazione dello spettatore cinematografico, immobile davanti a ciò che avviene e impossibilitato ad intervenire sull’azione se non con elucubrazioni parziali e irrilevanti allo svolgersi dei fatti.. resta valido anche per per chi voglia solo gustare un buon film, senza troppo ragionare sui meccanismi che fanno del cinema quella macchina perfetta che è..

Tratto dal racconto di Cornell WoolrichLa finestra sul cortile” e sceneggiato da John Michael Hayes, il film ha per protagonista un fotoreporter di un certo successo, costretto su una sedia a rotelle da una frattura alla gamba, riportata in un incidente di lavoro.

Differenza sostanziale dal soggetto di Cornell Woolrich è la riflessione sul matrimonio,  con le esilaranti dichiarazioni di Stella, l’infermiera dell’assicurazione che massaggia quotidianamente l’infortunato Jeff, con i dialoghi tra lui e la fidanzata Lisa, nonchè attraverso le varie relazioni matrimoniali e non che dall’altra parte del cortile animano i vari appartamenti..

Forzato all’immobilità e annoiato a morte Jeff inizia a osservare la piccola cominità che si affaccia sul medesimo cortile, prima come passatempo “innocente” poi con una certa regolarità, imparando le abitudini dei vari dirimpettai, fino a che una notte viene svegliato da un urlo di donna..  e qui se non avete visto il film ci interrompiamo.. così magari potete vedervelo in una di quelle roventi notti cittadine che l’estate bolognese sa regalare ai suoi abitanti..