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La Collega Tatuata - OggeroIl libro è del 2002, Ferrario ne ha tratto un film due anni dopo, sulla profesoressa Baudino ci sono tre stagioni di fiction di RaiUno, quindi do per buono di parlare di qualcosa che si conosce già o di cui si ha quanto meno un’idea approssimativa.. detto questo ne parlo comunque, perchè il libro mi è proprio piaciuto.
Questo è l’incipit ma prima ancora dell’inizio del primo capitolo, nascoste in basso sulla pagina ci sono due righe scritte in piccolo che meritano tanto quanto il resto del libro.. ma magari ne riparleremo..

Le era stata subito antipatica.
Si parlava casualmente di animali domestici in sala professori – luce velenosa al neon, arredi deprimenti, foto incorniciata di Gronchi scaccolata da generazioni di mosche e ignorata da generazioni di bidelli (il mansionario dei bidelli non contempla la rimozione dei ritratti di presidenti scaduti e/o defunti, il mansionario dei bidelli è scarsamente contemplativo) – e la De Lenchantin, Bianca De Lenchantin, subito a dire che non le piacevano i cani.
– Perché non ti piacciono?
– Perché… sporcano.
– Sporchiamo anche noi. Trecento grammi al giorno, stitici esclusi.
La Dielle non aveva replicato. Raccattata la sua borsa grandi firme, era scivolata via in dignitosa compostezza. Ma era proprio quella compostezza, quell’eleganza di abiti accessori portamento e gesti (facile se si è al di sopra dei centosettanta centimetri e al di sotto dei cinquantacinque chili) a starle sull’anima e a farla deragliare. Oltre, si capisce, all’eufemistico e improprio uso del verbo sporcare riferito ai cani, preceduto per di più da pudibondi puntini mentali di sospensione, e all’impercettibile (impercettibile a tutti, ma non al suo olfatto quasi canino) sentore di lavandino ingorgato che la spruzzata di Jicky non risciva a nascondere del tutto.
Sono proprio stronza, riflettè giudiziosamente, se la trovo antipatica perché è alta bionda bella e ricca. Sono una stronza con micragnose invidie di classe e meschine gelosie prefeministe. Però se odia i cani è stronza anche lei. Amen.

noiritalianolespresso2008Trovato anche questo grazie alla biblioteca di Repubblica-L’Espresso, (di cui non tutto mi è piaciuto, ma che nel complesso ho molto apprezzato) il libro ha per protagonista una professoressa di mezza età, completa di accessori (cane, marito e figli), che nonostante l’iniziale antipatia verso la nuova collega Bianca De Lenchantin (bella, bionda, ricca, elegante) sfodererà un talento investigativo notevole, per trovare il suo assassino.. collaborando con un commissario di polizia (colto e affascinante) che sarà anche una piacevole digressione dal binario quotidiano marito polemico, figli rompipalle, lavoro faticoso e poco riconosciuto..

Leggetelo, Margherita Oggero è acuta, intelligente, ironica e brava, proprio brava..

Su incipit è pubblicata un’intervista imperdibile, di cui vi diamo un piccolo scorcio, giusto per incuriosirvi..
Iniziamo con una domanda facile facile… perché scrivi?
Scrivo perché mi è sempre piaciuto farlo. E poi la scrittura ha meno effetti collaterali degli psicofarmaci.
.. andate a leggerla! incipitcorsi.wordpress.com

Margherita Oggero - Provaci ancora prof. - copertinaBio-bibliografia razzo di Margherita Oggero: nata a Torino nel 1950, ex insegnante di lettere (per oltre trent’anni, dalle medie ai licei) ora in pensione, vive a Torino.

La collega tatuata è il suo primo romanzo (Mondadori 2002);  sempre con Mondadori pubblica Una piccola bestia ferita (2003) e L’amica americana (2006) reperibili anche nella raccolta Provaci ancora prof. e aventi per protagonista la professoressa investigatrice Camilla Baudino.

Margherita Oggero su Facebook, Centopagine e su http://www.rai.tv con Provaci ancora prof.