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Cominciamo dalla fine.. dalla fine del primo capitolo..

fruttero&lucentiniQuando una ha deciso di dire la verità tanto vale dirla tutta fino in fondo, è questo che non vuoi capire Cesare. E così io ho raccontato che mentre ero già in mezzo al prato e iniziavo a raccogliere ho visto arrivare in motorino la ragazza del bar, che è scesa e ha iniziato col falcetto a tagliare l’erba del fosso per il suo coniglio. Qualche metro e poi si è fermata di brutto, si è rialzata, ha dato ancora un’occhiata nel fosso e poi è tornata al motorino, salta su e via velocissima. Io ero a trenta o quaranta metri e non potevo certo vedere l’espressione; ma ho capito che nel fosso doveva esserci qualcosa di niente bello. E in effetti.

Fruttero e Lucentini hanno collaborato per cinquant’anni, dal loro primo e mitico successo del 1972, La donna della domenica (libro inatteso e subito film di cult dell’epoca), ci hanno regalato romanzi, antologie e buon giornalismo, hanno scritto saggi e curato collane (dal 1961 al 1986 hanno diretto insieme la collana di fantascienza Urania per Mondadori)… fino al 2002, anno della morte di Lucentini. Anno in cui Carlo Fruttero ha smesso di scrivere, fino al 2006, quando è uscito Donne informate sui fatti, pubblicato da Mondadori e finalista del Premio Campiello 2007, che poi non ha vinto, ma a me è piaciuto lo stesso…

donne informate sui fattiLa bidella

Sì, praticamente sono stata io a trovare il corpo della donna nel fosso e a chiamare i carabinieri col cellulare senza pensarci due volte. Che fai, te ne torni a casa bella tranquilla, ti fai un caffè e non ci pensi più, non hai visto niente, non sono affari tuoi, la puttana la troverà qualcun altro?
Non è la mia mentalità, a parte che in quanto bidella sono gentilmente richiesta di tenere gli occhi sempre bene aperti a 360 gradi. Cesare, mio marito, non è proprio che mi abbia gridata, ma è uno che dice sempre, e l’ha detto anche stavolta, che da certe cose è meglio stare comunque alla larga, che quello è tutto un mondo pericoloso, droga, schiave del sesso, gargagnani, clandestini di tutte le razze, a metterci il dito non sai mai come va a finire. Un minimo di prudenza, di buonsenso, dice lui. Un massimo di fifa, dico io, perché Cesare è un fifone, un vigliaccone, l’ho toccato con mano le mille volte. Del resto tutti gli uomini sono grosso modo così, niente grane, per la carità, niente complicazioni. È per questo che vanno con le puttane: un momento di dolce intimità in macchina, paghi il dovuto e chi s’è visto s’è visto, anche se poi salta fuori che si sono beccati il virus.
Non so se Cesare ci va anche lui, nella dolce intimità, spero di no, preferisco neanche saperlo! Ma quella era a colpo sicuro una puttana, non c’era da sbagliare. Morta? Morta a colpo sicuro. Non che io l’abbia toccata, che anzi mi faceva senso, se devo dire. Ma non era addormentata o svenuta, bastava guardarla. Un sacco buttato lì, questo sembrava. E minigonna di finto coccodrillo rossa, calze a rete nere, un top nero tirato su fino alle ascelle, un sandalone alto mezzo metro e l’altro scivolato via chissà dove. Insomma, in divisa. Niente sangue, per fortuna. Era sdraiata su un fianco, la faccia non si distingueva bene tra i capelli e l’erba del fosso. Lunga, sul magro ma un magro giusto, non secca voglio dire. Giovane, avrei pensato, ma con queste qui non si capisce mai se hanno diciassette anni o trentacinque.

Non so se inserendo i brani dei libri suscito o meno curiosità, ma citandone gli incipit a me torna immancabilmente voglia di rileggerli e così spero che questo invogli anche qualcun altro.. non che Fruttero abbia bisogno di pubblicità o di passaparola, ma è una bella sensazione condividere qualcosa che ti è molto piaciuto..

e quindi, buona lettura!

Biografia in forma di riassunto:
Carlo Fruttero  è nato a Torino il 19 settembre 1926, e vive in Toscana. All’attività di narratore ha affiancato una lunga esperienza editoriale nella Torino einaudiana degli anni Cinquanta: dove non solo ha svolto a lungo un lavoro editoriale come traduttore e saggista, ma ha collaborato assiduamene con “La Stampa”. Dopo la scomparsa di Lucentini e il silenzio letterario durato anni, nel 2006, oltre a Donne informate sui fatti esce la riedizione di Ti trovo un po’ pallida. Nel 2007 gli viene assegnato il Premio Chiara alla carriera. Nel 2010 ancora con Mondadori pubblica Mutandine di chiffon, una esilarante e commossa narrazione che inanella avventure, incontri, aneddoti e ricordi.

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