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Twelve Angry Men alla lettera “dodici uomini arrabbiati” è un film del 1957 con protagonista uno splendido Henry Fonda, che ne fu anche co-produttore. Prodotto nel 1954 per la televisione dalla CBS, ebbe un succeso così inaspettato ed enorme, che si decise di farne un film per il cinema affidandone la regia a Sidney Lumet.

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La traduzione italiana La parola ai giurati, per una volta nulla toglie al titolo originale, perchè di questo si tratta, di una giuria che deve decidere sulla condanna o l’assoluzione di un presunto omicida. Il film comincia proprio da qui, dal momento in cui la giuria lasciata l’aula del dibattimento, si riunisce in camera di consiglio per decidere della vita o della morte di un ragazzo accusato dell’omicidio del proprio padre.

La trama è solo questa, 12 persone che intorno ad un tavolo, in una stanza chiusa, discutono e votano sulla condanna o l’assoluzione.. potrebbe essere un cortometraggio se non fosse che le persone pensano e hanno dubbi e cambiano idea e poi la cambiano ancora e per la legge americana è sufficiente “il ragionevole dubbio” per far sì che un imputato venga assolto.. e poi le persone, perchè di questo si parla, hanno storie e sentimenti e tutto diventa parte del discorso quando dipende da te (magari proprio solo da te) se un altro essere umano vive o muore.. e per complicare le cose, fa caldo, un caldo infernale e non funzionano i ventilatori.. e poi ci sarebbe la partita  e qualcuno ha già i biglietti e poi le prove sono sciaccianti.. oppure no?

Per un’ora e mezza (circa) ci sono solo 12 persone rinchiuse in una stanza che muoiono dal desiderio di uscire e tornare alla propria vita di tutti i giorni, eppure è un film bellissimo, senza un momento di noia, senza un’empasse.. probabilmente perchè Sidney Lumet alla regia è una garanzia, o forse perchè è comunque affascinante seguire quella parte di processo che di solito al cinema viene tagliata.. laparolaaigiurati2ma potrebbe essere anche perchè in quella stanza angusta e surriscaldata si sta decidendo sulla condanna a morte di un essere umano, e da quel tipo di condanna non c’è possibilità di tornare indietro.


Alla prima votazione l’esito è di 11 “colpevole” contro un solo “non colpevole”, un unico dubbio, quello del giurato nr. 8, ma è l’inizio di un percorso lungo tutto il procedimento, per analizzare di prova in prova tutti gli elementi probatori a disposizione..

Se non l’avete visto, dovete farlo è un capolavoro assoluto del cinema e un giallo giudiziario non convenzionale che ha più del documentario antropologico che del poliziesco ve lo concedo, ma che merita sicuramente una visione, quando non anche più di una.. Candidato agli Oscar 1958 nelle categorie “miglior regista”, “miglior film”, e “migliore adattamento cinematografico”, venne surclassato dal kolossal bellico Il ponte sul fiume Kwai, ma riuscì comunque ad aggiudicarsi l’Orso d’Oro al Festival internazionale di Berlino.

A titolo di pura curiosità segnaliamo che nel 2007 La parola ai giurati è stato scelto per la conservazione nella United States National Film Registry dalla Library of Congress, perché giudicato “culturalmente, storicamente ed esteticamente significativo”.

Buona visione!

la parola ai giurati locandina

La parola ai giurati
titolo originale Twelve Angry Men
MGM, B/N, 1957
sceneggiatura di Reginald Rose
regia Sidney Lumet
fotografia Boris Kaufman
montaggio Carl Lerner
musiche Kenyon Hopkins
con Henry Fonda, Lee J. Cobb, Jack Klugman, Martin Balsam, Ed Begley, E.G. Marshall, Jack Warden, John Fielder, Edward Binns, Joseph Sweeney, George Voskovec, Robert Webber