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Allora come succede al cinema eccoci alla seconda puntata o sequel.. Spero di arrivare a fare anche il prequel per seguire fino in fondo le tradizioni cinematografiche ma per ora concentriamoci sul presente..

App Settimana EnigmisticaAl mare domenica (quale domenica ve lo risparmio) ho visto una quantità di esseri umani muniti di penna e settimana enigmistica.. Meritevole compagnia da anni di bagnanti di tutte le età.. Ma per i più tecnologici sappiate che esiste l’App (cliccando sulla parola app arrivate direttamente alla pagina dell’app store) e quindi non dovete rinunciare al vostro passatempo preferito solo perché vi siete evoluti..

Restando nei dintorni del giallo, parliamo di The Bridge.. Interessante, pieno di stimoli e di mugugni da un Messico raccontato sì dal di qua del confine, ma con una certa intelligenza e raffinatezza di sguardo.. Certo è un giudizio prematuro avendo visto solo la prima puntata (la seconda l’ho registrata e tempo libero permettendo la vedrò tra brevissimo) ma la premessa è certamente di qualità.. I due investigatori hanno alcuni caratteri prevedibili, ma nel complesso sono apprezzabilmente riusciti, anzi devo dire che mi hanno proprio convinto..

The Bridge (serie Tv)

Sonya Cross (Diane Kruger), detective della polizia di El Paso, strana e fredda come solo i personaggi di una serie tv sanno essere (rivedetevi il colloquio con il marito della vittima) e Marco Ruiz (Demián Bichir), impiegato della polizia del distretto di Chihuahua reduce da una vasectomia che gli dona una camminata molto adatta al Texas, sono costretti a collaborare a causa di un assassino che ha ricostruito un corpo con due metà diverse di donne e l’ha lasciato esattamente sul confine tra Messico e Stati Uniti.. l’idea sarebbe originale se non fosse il remake di una serie prodotta nientemeno che in scandinavia, patria del giallo macabro moderno e regina delle perversioni mentali del delitto.. Oltre a The Bridge, stanno producendo un remake anche in Europa, The Tunnel..

Le collaborazioni difficili e di confine da cui parte la serie originale (Bron) allargano il discorso fino a Juárez.. e certo sarebbe lungo e periglioso affrontare l’argomento delle scomparse e delle morti sospette di quel tratto di Messico, ma che se ne parli mi sembra già un ottimo inizio.. Vedremo nelle puntate che seguiranno come si sviluppa il tutto, ma per ora consiglio senza remore la visione, nel panorama estivo è certamente un lavoro niente male.. e in contemporanea con gli Stati Uniti.. In attesa di commenti e pareri diversi buona visione!

Zio Fred in primavera (copertina)Ma continuiamo a saltare di palo in frasca e arriviamo alle peregrinazioni nella mia biblioteca personale, fatta di molti angoli inesplorati.. ho recuperato una di quelle letture affatto impegnative che per il disimpegno mentale che l’estate consente mi pare davvero perfetta.. Si tratta di un vecchio libro del signor P. G. Wodehouse, brillante narratore dei tempi che furono, che potremmo definire come l’antenato dei vari Ocean’s se non altro per la sua ricchezza di truffe ai danni di chiunque.. Troverete zii svitati, giovani innamorati, lanciatori di uova, venditori di zuppa di cipolle, famosi psichiatri, maiali da corsa e truffatori reinventatisi detective.. Il tutto alla modica cifra di 8 euro.. o magari persino gratis, da un amico che ha una biblioteca stranamente tortuosa come la mia..
Zio Fred in primavera (titolo originale in lingua inglese: Uncle Fred in the Springtime) è un romanzo certamente datato ma comunque divertente.. La nobiltà inglese ne esce come un insieme di stralunati individui che con la realtà ha davvero poco a che fare e che si muove in una sorta di universo parallelo dominato da leggi proprie.. Se non avete idee a portata di mano, questo vi risolleverà il morale e di sicuro vi farà divertire, portandovi nella campagna inglese e in una Londra scomparsa come se foste su una macchina del tempo.. Dunque, buon viaggio!

Tornando a temi più vicini negli anni.. parliamo di Y, un noir quantomai violento e cattivo firmato Quaddruppani.. Che dire, me lo hanno regalato e io mi ci sono buttata dentro quasi fosse un fumetto.. poi verso la metà, ho faticato, ho dovuto prendermi del tempo.. perché.. leggetelo e ne avrete un’idea..

Y - Serge Quadruppani (copertina)C: Quando, nella metro parigina, si lascia una linea sudata per correre verso le scale mobili, quando in fondo a una traiettoria calcolata per evitare il grosso della folla si acchiappa la prima rampa di duro caucciù, la salita irresistibile e lenta degli scalini d’acciaio striato scioglie dolcemente l’angoscia di tanti sguardi torvi e vuoti, fino al sollievo finale dell’aria libera.
Ma non a Chateau-Rouge. La decompressione non si verifica. Non è che l’abituale disprezzo delle cose per gli uomini qui sia più intenso che altrove. Come in qualsiasi stazione della metro parigina, i sedili sono disposti in modo da impedire ai poveri di sdraiarsi e come dappertutto i cartelli pubblicitari piegano verso l’utente la loro curva sollecitudine.

Si comincia dalla risalita dal profondo della metro e si attraversa lo schifo delle relazioni umane, della droga, delle perversioni personali di politici e uomini importanti, accompagnati dallo straordinario talento investigativo di Emile K. ex superpoliziotto, ora investigatore privato. Le manie ai limiti della follia dei protagonisti e l’acume del detective nulla tolgono allo squallore della vita e malavita.. La storia è complicata, perché anche la vita lo è e non vince nessuno alla fine, come nella migliore tradizione del noir, resta solo una tristezza profonda e inconsolabile con una punta di bizzarria.. Ma il libro merita, per cui non scoraggiatevi davanti alle difficoltà e andate avanti, arrivate alla fine nonostante tutto ne varrà la pena.

Per questa sera è tutto.. ma è come sempre un arrivederci..