Un po’ di storia..

Gli inizi

Il racconto d’indagine, poi definito poliziesco o secondo una tradizione tutta italiana, giallo,1 ha origine negli Stati Uniti con la pubblicazione del racconto I delitti della Rue Morgue nell’aprile del 1841. L’autore, Edgar allan Poe, probabilmente senza saperlo, con quel racconto getta le basi di una letteratura che avrà grande seguito e un numero di lettori davvero impressionante, addirittura seicentoventicinque milioni in circa cinquant’anni secondo la stima fatta da Stefano Benvenuti e Gianni Rizzoni2.

Partendo dall’assunto che è impossibile racchiudere in un paragrafo quello che per molti grandi studiosi è il lavoro di una vita, cercherò di tracciare nelle sue linee generali lo sviluppo del genere, così da inquadrare più chiaramente gli eventi salienti della sua storia.

Pur nell’esiguità della sua produzione gialla, Edgar Allan Poe ha inventato molti degli elementi classici del genere: l’investigatore dilettante, la spalla-narratore, l’indagine logico-deduttiva,3 così, nonostante l’interesse per criminali e delitti sia a lui precedente4, è largamente diffuso il parere che la paternità del racconto d’indagine spetti a lui:

I criminali interessano perché sono un’espressione di quel conflitto dell’individuo contro la società costituita ed esponenti di una realtà strana, proibita, diversa dalla realtà quotidiana5.

A cavallo tra il settecento e l’ottocento, avviene una trasformazione all’interno del pubblico dei lettori, che riflette il grande mutamento sociale in corso.

L’aumento del tasso di scolarizzazione, l’affermazione della borghesia come classe egemone, il modificarsi degli spazi metropolitani e l’emergere di contraddizioni sempre più radicali all’interno della società sono tra le principali ragioni dello sviluppo della serialità narrativa all’interno delle comunicazioni di massa. Prima in Francia con il feuilleton, poi negli Stati Uniti con i dime novel, l’editoria si trasforma in un’attività industriale, così da accontentare le sempre maggiori richieste di un pubblico nuovo in costante crescita, che chiede letture confacenti ai suoi interessi e alle sue possibilità.6

L’eredità francese di Poe viene raccolta da Emile Gaboriau, che pubblica a puntate su Le Pays nel 1863 L’Affaire Lerouge. Fanno la loro comparsa Père Tabaret, anziano investigatore dilettante, e Monsieur Lecoq, giovane ispettore della polizia di Parigi. L’indagine dell’Affaire Lerouge verrà risolta da Tabaret, ma nei suoi lavori successivi pubblicati a partire dal 1867, il personaggio di Lecoq verrà meglio inquadrato e diventerà un modello molto importante per la storia del romanzo giallo tanto quanto il Dupin di Poe.7

Edmond Locard, un criminologo assai famoso per il suo Principio di interscambio8, ha sintetizzato così la differenza dei metodi investigativi di Poe e di Gaboriau:

Per quanto concerne l’inchiesta criminale, l’americano incarna il genio e il francese il talento. Il poliziotto di Poe è tutto intuizione; quello di Gaboriau è tutto esperienza, saggezza e pratica del mestiere9.

Un’altra tappa importante nello sviluppo della letteratura poliziesca è la pubblicazione nel 1868 di The Moonstone di William Wilkie Collins edito in Italia con il titolo de Il diamante indiano o La pietra di luna. Protagonista della detection è il sergente Cuff di Scotland Yard alle prese con la scomparsa di un prezioso diamante, la pietra di luna.

Tra i meriti di Collins c’è l’aver introdotto nella prima parte del libro tutti gli indizi necessari affinché il lettore possa prodecere nelle indagini a fianco dell’investigatore10 e arrivare da sé alla soluzione dell’enigma, come pure l’idea di scegliere il colpevole tra le persone meno sospette: due punti fermi nella produzione gialla successiva.11

Poe, Gaboriau e Collins con i loro personaggi, possono essere considerati i padri delle grandi scuole del giallo, ossia quella americana, quella francese e quella inglese. Di diritto caposcuola della tradizione inglese Collins è di certo meno conosciuto e meno ricordato di Sir Arthur Conan Doyle padre del celeberrimo Sherlock Holmes:12

Dicono che il genio consiste in una illimitata capacità di curare i particolari – osservò sorridendo – è’ una pessima definizione, ma si applica al lavoro dell’investigatore.13

Uno studio in rosso, pubblicato nel 1887, prima di molte avventure di Sherlock Holmes, la dice lunga sulle caratteristiche del suo protagonista. Anche se a rendere umano il racconto c’è il dottor Watson, alter ego del lettore dentro la storia, la straordinarietà di Sherlock Holmes sembra essere l’eredità diretta dell’acume di Auguste Dupin:14

Qui c’è stato un delitto e l’assassino è un uomo. E’ alto oltre un metro e ottanta, è ancora giovane, ha i piedi piccoli per la sua statura, porta scarpe grossolane con la punta quadrata e, al momento dell’assassinio fumava un sigaro Trichiponoly.15

Con Holmes, a cui seguiranno presto Miss Marple ed Hercule Poirot di Agatha Christie, ha inizio la grande tradizione del giallo deduttivista o giallo classico16.

Protagonisti di questo genere di narrativa sono investigatori dalle menti eccelse, capaci di osservazione scientifica della realtà, ragionamento e analisi.

Uomini e donne che fanno lavorare le cellule grigie per comprendere i dettagli e legarli in un percorso di senso compiuto che conduce inevitabilmente all’individuazione del colpevole.17

Figlio della società e della cultura del suo tempo, Holmes, più di un semplice investigatore, è un teorico dell’investigazione. Indaga il crimine con metodo positivista e si comporta come uno scienziato, deducendo dalle prove raccolte e trattando la criminologia come una scienza esatta.18

Mentre Conan Doyle lotta con il successo del suo personaggio19, il genere poliziesco si afferma e molti autori, minori e non, affiancano gli scrittori di successo per accontentare un pubblico sempre più vasto. Analizzando la produzione gialla tra la fine dell’ottocento e i primi decenni del novecento ci si accorge che lo schema rimane invariato, ma vengono introdotti contenuti nuovi e a volte sostanzialmente diversi, ossia che il genere progredisce modificandosi dall’interno20.

1 Cfr. S. Benvenuti G. Rizzoni, Il romanzo giallo. Storia, autori, personaggi, Milano, Arnoldo Mondadori, 1979, p. 7.

2 Cfr. ivi, p. 8.

3 Cfr. ivi, pp. 15-19.

4 Cfr. E. Mandel, Delitti per diletto, Milano, Interno Giallo, 1990, pp. 11-29.

5 A. Del Monte, Breve storia del romanzo poliziesco, Bari, Laterza, 1962, p. 49.

6 Il termine feuilleton, diminutivo del francese feuillet (foglio, pagina di un libro), si afferma a partire dal XIX secolo per indicare la parte bassa della pagina di un giornale, dedicata di solito alla critica letteraria. Si deve ad Émile de Girardin, fondatore del quotidiano La Presse la felice intuizione di sfruttare quello spazio per pubblicare racconti inediti a puntate. Un’idea di grande successo, che aumenta il numero di lettori, di abbonamenti al giornale e da inizio al fenomeno del feuilleton.

Le dime novel sono pubblicazioni statunitensi del periodo a cavallo tra il XIX ed il XX secolo che prendevano il nome dal loro prezzo: 10c (un dime). Il pubblico di tali riviste era costituito soprattutto dalle fasce meno istruite della popolazione, in gran parte maschi di giovane età.

Cfr. E. G. Laura, Storia del giallo Da Poe a Borges, Roma, Edizioni Studium, 1981, pp. 39-40.

7 Cfr. S. Benvenuti G. Rizzoni, Il romanzo giallo. Op.cit., pp. 20-23.

8 Secondo il Principio di interscambio, illustrato da Locard nel 1910 quando una persona, nell’ambito di un crimine, entra in contatto con un oggetto o un’altra persona, avviene sempre uno scambio di prove fisiche. Attraverso l’individuazione, la registrazione e l’esame della natura e dell’ampiezza di questo scambio, Locard osservò che era possibile ipotizzare particolari comportamenti (della vittima e dell’assassino) avvenuti durante l’omicidio. Su questo principio si basano le indagini delle polizie scientifiche di tutto il mondo.

9 S. Benvenuti G. Rizzoni, Il romanzo giallo, op. cit, p. 22.

10 Parecchio tempo dopo la sua introduzione da parte di Collins questa diventerà la prima regola da seguire nella redazione di un romanzo giallo. Lo scrittore statunitense S. S. Van Dine (pseudonimo di Willard Huntington Wright) padre dell’investigatore Philo Vance, negli anni Venti scrisse quelle che sono conosciute come le Venti regole di Van Dine; la prima recita:

1.Il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero. Tutti gli indizi e le tracce debbono essere chiaramente elencati e descritti. Cfr. S. Benvenuti G. Rizzoni, Il romanzo giallo, op. cit., pp. 83-89.

11 Cfr. S. Benvenuti G. Rizzoni, Il romanzo giallo, op. cit., pp. 23-26.

12 Cfr. Ivi, pp. 27-36.

13 A. Conan Doyle, L’infallibile Sherlock Holmes, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1987, p. 41.

14 Cfr. S. Benvenuti G. Rizzoni, Il romanzo giallo, op. cit., pp. 27-36.

15 A. Conan Doyle, L’infallibile Sherlock Holmes, op. cit., p. 42.

16 Il giallo classico, detto anche a enigma o deduttivista, è quella forma di racconto poliziesco che ha al suo centro la soluzione di un enigma, di solito un omicidio o più di uno, ad opera di una brillante mente investigativa secondo il principio dell’abduzione. Cfr. R. Chandler, La semplice arte del delitto, Milano, Feltrinelli, 1976, pp. 23-40.

17 ivi, pp. 23-40.

18 Cfr. S. Benvenuti G. Rizzoni, Il romanzo giallo, op. cit., pp. 27-36.

19 Ivi, pp. 31-33. Shelock Holmes sarà così amato e seguito che perfino la sua morte, descritta in Il problema finale non servirà a giustificare la mancanza di nuove avventure. Così, sotto la pressione di pubblico ed editori, verranno prima pubblicate ‘inedite’ avventure precedenti la morte e poi a furor di popolo Conan Doyle sarà costretto, con uno stratagemma, a riportarlo in vita, inseguendo invano il desiderio di un successo letterario svincolato dal grande detective.

20 Cfr. G. Petronio, Sulle tracce del giallo, Roma, Gamberetti Editrice, 2000, p. 104.

3 risposte a “Un po’ di storia..”

  1. Salve a tutti voi Io amo questo lavoro in questa comunita si sta facendo un grande lavoro molto potente!:)
    scusa mio cattivo italiano
    addio

  2. L’aumento del tasso di scolarizzazione, l’affermazione della borghesia come classe egemone, il modificarsi degli spazi metropolitani e l’emergere di contraddizioni sempre più radicali all’interno della società sono tra le principali ragioni dello sviluppo della serialità narrativa all’interno delle comunicazioni di massa. Prima in Francia con il feuilleton, poi negli Stati Uniti con i dime novel, l’editoria si trasforma in un’attività industriale, così da accontentare le sempre maggiori richieste di un pubblico nuovo in costante crescita, che chiede letture confacenti ai suoi interessi e alle sue possibilità.6
    +1

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