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Indagini non autorizzate intorno al genere giallo

Il mistero delle croci egizie

The egyptian cross mystery - Ellery QueenIl romanzo di cui parliamo oggi, è un vecchio giallo di Ellery Queen, uscito nel 1932, ovvero agli albori della carriera del duo di autori (Frederick Dannay e Manfred B. Lee) che nascondono la vera identità di uno dei più geniali metagiallisti di tutti i tempi..

Ellery Queen, già oggetto di alcune riflessioni su questo sito a cui vi rimandiamo per saperne di più è infatti un personaggio di fantasia che è contemporaneamente autore e interprete delle sue avventure.. un po’ come il buon Goodwin nelle avventure di Nero Wolfe, ma con la fantasiosa aggiunta che il nome dell’autore in copertina è lo stesso del detective al centro del caso.

“C’è un piccolo mistero che riguarda i numerosi e ben più ardui misteri di Il mistero delle croci egizie, ed è un enigma che ha poco, se non addirittura nulla a che fare con la storia in sé. É stato l’autore medesimo, il mio amico Ellery Queen, a farmelo notare con un biglietto allegato al manoscritto (…) Fra le altre cose, il biglietto diceva: “Parti a testa bassa J.J. Questo “non è il solito sproloquio su crime égyptologique. Niente piramidi, niente pugnali copti nel buio di mezzanotte in qualche tenebroso museo, niente fellahin, niente sultani orientali di nessun genere… anzi, niente egittologia nel modo più assoluto.”

Interessante inizio, non trovate? In questo “road movie letterario” il nostro giovane Queen insegue un pericoloso assassino dalla piccola cittadina di Arroyo nella Virginia occidentale fino all’Isola delle Ostriche nella contea di Nassau presso Long Island. Un assassino quanto mai feroce, che non si limita ad uccidere ma decapita le sue vittime e le crocifigge.. Una storia complessa, che esonda persino dai limiti del continente americano, ma di cui ovviamente non diremo di più per non rovinare a nessuno la pura gioia della lettura..

DuesenbergEllery viaggerà parecchio a bordo della sua vecchia Duesenberg, da Chicago a Chester, passando per Toledo e Cleveland, in compagnia del vecchio genitore e poi anche in compagnia di un vecchio amico.. ma la strada da percorrere non sempre sarà facile da comprendere e le croci egizie ne sono un chiaro esempio.. Se non vi è venuta neppure un po’ di sana curiosità c’è davvero poco altro che posso fare.. ma se la vostra mente ha cominciato ad interessassi alla vicenda, allora non vi resta che procurarvi questo geniale ennesimo giallo d’annata.. quasi certamente potete trovarlo in biblioteca, o anche su amazon.it oltre che in una buona libreria..

Il mistero delle croci egizie (copertina)

Ellery Queen
Il mistero delle croci egizie
Traduzione G. Montanari
Pagine 278
Oscar Mondadori (2004)
€ 9.00

ISBN-10: 8804536438
ISBN-13: 978-8804536437

Silk a gennaio su Fox Crime

Dopo l’arrivo di Scott & Baley la televisione inglese, porta altre fresche novità sui canali di Sky e dal 12 gennaio ci offre la prima stagione (nel formato classico di 6 episodi) di Silk.. La pubblicità è promettente, ma si sa, la pubblicità è l’anima del commercio quindi prima di esporci con dichiarazioni, aspettiamo di vedere cosa ci riserva la prima puntata e magari anche la seconda, poi faremo i dovuti commenti..

SilkPer ora il pubblico inglese dimostra di essersi più che affezionato al Legal Drama di produzione BBC con una media di ascolti che si avvicina pericolosamente ai 6 milioni stando alle cifre pubblicate sul Guardian.. La serie è stata un successo tale che è già prevista la produzione della seconda stagione, probabilmente in onda già quest’anno nel Regno Unito.

Curiosa la scelta del titolo della serie che si riferisce all’atto di essere nominato consigliere della regina, nomina nota come ”taking silk” alla lettera ”assunzione di seta”, dal tessuto usato per la realizzazione delle toghe nere indossate dai difensori della Regina colloquialmente noti come “Sete”.

L’idea di seguire un avvocato nella sua corsa al ruolo di consigliere della Regina è interessante, anche perché nel nostro paese questa cosa non esiste e dunque desta interesse di per se.. poi come in ogni carriera (più o meno) per arrivare bisogna sgomitare, giocare duro, rinunciare a molte cose e crederci, quindi la sfida tra due figure entrambe determinate ad arrivare ha notevoli potenzialità di sviluppo.. quello che verrà non ci è dato sapere, ma restiamo sintonizzati e magari ne riparleremo..

Silk (Cast)

Personaggi e interpreti:
Martha Costello (Maxine Peake) avvocato difensore aspirante al titolo di Consigliere della regina, Clive Reader (Rupert Penry-Jones) rivale di Costello anche lui avvocato difensore aspirante al titolo di Silk già ottimo interprete di Whitechapel, Billy Lamb (Neil Stuke) e Keith Wearing (Dorian Lough) a capo di Studi legali avversi, Nick Slade (Tom Hughes) e Niamh Cranitch (Natalie Dormer) rappresentano le giovani leve e sono gli allievi di Costello e Reader, Kate Brockman (Nina Sosanya) veste i panni del procuratore e infine John Bright (John MacMillan) membro dello studio legale.

Cast tecnico:

Scritto e ideato da Peter Moffatt - ex avvocato che riguardo alla serie ha dichiarato:
La serie è basata sulla mia esperienza di vita. La pressione estrema, le scelte difficili, i dilemmi etici, la sovrapposizione tra il personale e il professionale, i principi per cui lottare e i principi da sacrificare, la politica machiavellica, il sesso, il bere…” 
Regia Michael Offer, David Evans, Catherine Morshead
Produttore esecutivo Hilary Salmon.

Link utili: Wikipedia (Inglese), Wikipedia (italiano), sito ufficiale, The Guardian, SerieTv.com

Informazione di servizio..
Ricordatevi che dal 20 gennaio su Sky Cinema 1 arriva la seconda stagione di Boardwalk Empire.. per chi non l’avesse visto, scaricatelo, compratelo, fatevelo prestare e se necessario fate una maratona così da arrivare preparati all’esordio della stagione numero 2.. Un tuffo nella Atlantic City dei Roaring Twenties perfettamente ricostruita.. Una produzione straordinaria!

Parola di Chandler.. ovvero un’autobiografia in forma di epistolario..

Dopo avere cominciato a leggere il volumetto Parola di Chandler, pubblicato da Coconino Press/Fandango a febbraio di quest’anno, ho speso un po’ di tempo a cercare di capire, come e perché il Chandler che avevo intuito dai romanzi pubblicati fosse così diverso da quello che usciva dalle pagine di questa raccolta di lettere..

Parola di Chandler (Igort)Mentirei se dicessi di averlo compreso fino in fondo, ma di sicuro ora sono più vicina di prima alla verità..

“Sono nato a Chicago, Illinois, tanto di quel tempo fa che, dannazione, vorrei non avere mai detto a nessuno quando.”

Raymond Thorton Chandler, nasce il 23 giugno del 1888. Di padre americano (forte bevitore che abbandona presto la famiglia senza mezzi di sussistenza) e madre irlandese, che lo conduce con se a Londra dopo il divorzio. Studia in Inghilterra, Francia e Germania, poi torna negli Stati Uniti e studia contabilità. Arruolato nelle forze armate canadesi presta servizio in Francia durante la prima guerra mondiale, riunendosi alla R.A.F. nel 1918. Un anno dopo rientra in America con la madre e si impiega nell’industra petrolifera.

Tra il 1919 e il 1932 svolge vari lavori all’interno dell’industria petrolifera, facendo carriera ed arrivando ad occupare il posto di vice presidente alla Dabney Oil Sindycate. Dopo la morte della madre, nel febbraio del 1924 sposa Pearl Cecily Pascal, divorziata due volte e 18 anni più vecchia di lui, dalla quale lo separerà solo la morte di lei nel 1954.
Nel 1933, dopo avere perso il posto alla Dabney Oil Sindycate, per alcolismo e assenteismo durante la depressione, comincia la sua carriera di scrittore, con la pubblicazione su Black Mask di Blackmailers don’t shoot (I ricattatori non sparano), il suo primo racconto.

La carriera di narratore di racconti lo trasforma in romanziere nel ’39 all’uscita di Il grande sonno (The big sleep), avvicinandolo nei primi anni ’40 allo sfavillante mondo di Hollywood..

In una lettera del ’48 inviata al collega Cleve F. Adams Chandler scrive:

Hammett (Igort)“Non ho inventato il genere hard boiled e non ho mai tenuta segreta la mia opinione che Hammett abbia la maggior parte di tale merito, se non tutto. Ognuno imita qualcun altro all’inizio. Ciò che Stevenson chiamava fare la “scimmia coscienziosa” (…) Dal momento che Hammett non pubblica più dal 1932 io sono stato indicato da qualcuno come il principale esponente della scuola. Molto probabilmente ciò è dovuto al fatto che Il Falcone maltese non diede inizio alla corrente di film noir di grande incasso, come avrebbe dovuto. La fiamma del peccato
e L’ombra del passato invece sì, e a entrambi è stato associato il mio nome. Il risultato è che se prima si veniva accusati dì scrivere come Hammett, adesso si é accusati di scrivere come Chandler.”

Dopo la nomination all’Oscar per La fiamma del peccato e durante la lavorazione per la Paramount della sceneggiatura originale di The Blue Dahlia Chandler pubblica un breve saggio intitolato La semplice arte del delitto..
Niente orpelli, niente giri di parole, solo un’analisi cruda e coerente del panorama letterario noir a lui contemporaneo, argomento su cui continuerà a riflettere anche negli anni successivi, come dimostrano i suoi appunti sul noir del 1949.. “Il lettore si aspetta di venire fregato, ma non certo da un’inezia. Si aspetta di fraintendere un indizio, ma non perché non è un esperto di chimica, geologia, biologia, patologia, metallurgia e un’altra mezza dozzina di scienze allo stesso tempo. Si aspetta di dimenticare un qualche dettaglio che successivamente si rivelerà aimportante, ma non se il prezzo da pagare é di doversi ricordare mille cose inutili che non hanno alcuna importanza.”

Mentre Chandler continua a scrivere romanzi e sceneggiature, nel 1946 la Warner Bros. produce la versione cinematografica di Il grande sonno, con le megnifiche interpretazioni di Bogart e Bacall dirette da Howard Hawks..

Nel maggio dello stesso anno, Chandler scrive al suo editore d’oltroceano:

Bogart - The big sleep“Quando e se vedrai il film tratto da Il grande sonno (o per lo meno la prima metà) ti renderai conto di cosa è capace di fare con una storia così un regista che abbia il dono dell’atmosfera e il tocco latente del sadismo. Ovviamente Bogart è di gran lunga meglio di tutti gli altri duri dello schermo. Come si dice da queste parti, Bogart è un duro anche senza la pistola.Inoltre possiede un senso dell’umorismo che contiene l’axpra sfumatura del disprezzo.. Bogart è un pezzo autentico. Proprio come Edward G. Robinson, tutto quello che deve fare per dominare una scena è entrarci.”

Altre e mirabolanti avventure accompagnano Chandler, negli anni successivi, ma non posso svelarvi proprio tutto e soprattutto, non sono in grado di rendere a parole la bellezza dei disegni di Igort che accompagnano e arricchiscono la pubblicazione.. Con l’augurio di un anno nuovo strabiliante e la speranza di avervi incuriosito almeno un po’.. Buone feste e buona lettura!!!

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