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Allora quelle due righe di cui si parlava..

“Tutti i personaggi, le vicende e le circostanze di questo romanzo sono immaginari, tranne il bassotto.”

Picasso - bassottoEcco, tutto qui, una dichiarazione di autenticità di cui non ci sarebbe forse neanche stato bisogno, perchè leggendo, chi ha o ha avuto animali, riconosce immediatamente il suo simile.. daltronde è chiaro fin dall’incipit, che abbiamo pubblicato nel post precedente.. il cane è una componente del romanzo e devo dire, una componente perfettamente riuscita..

Sentite qua..

Riuscì a parcheggiare, si trascinò dietro Potti perché la città pullulava di avvelenatori di cani che finestrini e portiere chiuse non avrebbero certo bloccato e si mise in cerca di una rosticceria o di una gastronomia. La trovò a quattro isolati di distanza, bella grande e con una serie di invitanti piatti pronti, un po’ troppo colorati e perfetti forse, un po’ troppo Oldenburg per essere anche buoni, ma insomma non si può avere tutto. Ricapitoliamo: pollo gorgonzola fontina mozzarella e anche una porzione abbondante di insalata di gamberi cosi Renzo non se la sentirà di protestare, anche se avranno gusto di acido fenico come sempre. Entrò.
«Signora, non ha visto it cartello sulla porta?»
«Quale cartello?.»
«Quello che dice “Vietato l’ingresso ai cani”.»
E dagliela! Ma che è successo, un passaggio di meteoriti una fuga di radioattività un’invasione di ultracorpi un attacco di trifidi che come primo sintomo ha provocato una cinofobia generale? Questa qui però non ha l’aria troppo decisa, vediamo di prenderla in contropiede.
«Mi dispiace, non l’ho visto. Vuol essere cosi gentile da tenerlo fuori un minuto mentre faccio le ordinazioni all’altra commessa?»
«Ma veramente…»
«E docilissimo, si chiama Potti ed è il campione europeo dei bassotti a pelo lungo. Tenga il guinzaglio, mi sbrigherò in un minuto.»
Potti seguì ringhiando la commessa attonita e lei non ci mise affatto un minuto per compiere la sua complessa ordinazione. Volutamente. Pignoleggiò sul pollo, quello no è troppo piccolo mi dia quell’altro non quello smorto ecco quello a destra va bene;ordinò una porzione di gamberi e poi cambiò idea e fece sostituire il contenitore perché ce ne stessero di più, poi la mozzarella, che sia di bufala e mi aggiunga un po’ di siero per conservarla in frigo, vorrei anche del gorgonzola morbido, mi fa vedere? Mi sembra un po’ asciutto, ha solo quel tipo lì? Poi della fontina, anzi no del pecorino fresco sardo non romano, no non quella forma, è troppo stagionata, si quella ma un pezzo di tre etti non di più. Ordinò anche due panetti di burro, una scatola di salmone lesso, russo per favore non canadese, e tre sacchetti di caffè macinato in offerta speciale. Intanto, attraverso la vetrina, sorvegliava Potti che non aveva smesso un momento di strattonare e ringhiare. Si fece sistemare tutto in due borse di plastica controllò il conto pagò mise con cura il resto nel portafogli e uscì con un sorriso che sperava disarmante.
«Grazie signorina. Vedo che avete fatto amicizia..»
La commessa le tese il guinzaglio e le lanciò uno sguardo assassino.
Passò a riprendere Livietta perché aveva deciso che Renzo se ne sarebbe di sicuro dimenticato, ma riportare a casa bimba cane e borse della spesa si rivelò difficile come traghettare lupo capra e cavolo. I bassotti son cani bizzosi e umorali, per niente inclini a sdilinquirsi davanti ai bambini; Livietta dal canto suo, anche se non aveva mai apertamente dichiarato di odiare Potti praesertim, i bassotti generaliter e i cani universim, si comportava verso la razza canina con un atteggiamento oscillante fra la totale indifferenza e la malcelata ostilità. Nella ricca collezione dei suoi peluche c’erano orsi leoni scimmie tigri gatti asini foche tartarughe e anche due orridi coccodrilletti, ma neppure un cane. In prima elementare, dovendo comporre tre pensierini sugli animali domestici, aveva testualmente scritto:
“Il cane puzza.
Il gatto appartiene alla tribu dei felini.
Il canarino è ciallo e signorile.”
La maestra non aveva apprezzato nessuna delle tre perentorie affermazioni, non aveva gradito né forma né contenuto e aveva imposto di rifare il tutto. La seconda versione, chiaramente provocatoria, era stata:
“Il cane fa le scoregge.
Il gatto no.
Il canarino neanche.”
La maestra, perché aggiornata sulla dinamica dei comportamenti infantili o perché tirava a campare, aveva saggiamente lasciato perdere. Coi pensierini sulla famiglia era andata anche peggio. Il più neutro e inoffensivo risultava essere:
“La mamma bestemmia.”
Solo per qualche cristosanto nei momenti delle peggiori incazzature. I figli, si sa, son serpi in seno.

Ora, dopo non una ma due citazioni vi sarà pure venuta voglia di leggerlo questo libro.. per comprarlo bastano meno di 10 €, ma se (può capitare) non avete nel budget del mese l’acquisto di libri, dieci a uno che almeno la metà delle biblioteche lo hanno in catalogo, un vostro amico lo ha comprato e ve lo passa volentieri, qualcuno lo ha messo nella bacheca dei libri da far circolare e che quindi si leggono e si scambiano gratis (in piscina allo stadio a Bologna può succedere)..

Buona lettura!